Un Nuovo Modello Sociale

E' urgente riprogettare il nostro domani

INTRODUZIONE

N

el litigioso panorama che stiamo vivendo, che tende ad aggravarsi e non promette nulla di buono. Si continua a governare con concezioni da fine secolo scorso, con leggi “ad personam”, senza nessuna iniziativa che il mondo che avanza impone.
Osservando le varie proposte, di nuovi organismi politici, associazioni ed organizzazioni varie, ci appaiono come una fotocopia che circola senza nessun apporto di novità, ma ciò che è peggio, nessuna soluzione concreta.
Dire che qualcosa non funziona sono bravi tutti, il difficile è dare soluzioni vere e concrete per risolvere ciò che va male. Ma questo non avviene. In molti casi per incompetenza ed in altri casi per rispettare gli ordini che gruppi nazionali ed internazionali hanno impartito. Su questo punto si aprirebbero tanti casi di enorme conflitti d’interessi che molti addetti ai lavori celano con molta cura.
Su questi presupposti, ed altri che segnaleremo, poggia la nostra azione.
La democrazia: “Il termine democrazia deriva dal greco (démos): popolo e (cràtos): potere, ed etimologicamente significa governo del popolo. Il concetto di democrazia non è cristallizzato in una sola versione o in un'unica concreta traduzione, ma può trovare ed ha trovato la sua espressione storica in diverse espressioni ed applicazioni, tutte caratterizzate per altro dalla ricerca di una modalità capace di dare al popolo la potestà effettiva di governare.
Democrazia diretta e democrazia rappresentativa.
La prima classificazione della democrazia può essere tra democrazia diretta e democrazia indiretta.
Nella democrazia diretta il potere è esercitato direttamente dal popolo, come avveniva nell'antica Grecia, dove i cittadini (esclusi naturalmente gli schiavi) si riunivano nell'agorà (la piazza). Nella democrazia indiretta il potere è esercitato da rappresentanti eletti dal popolo (il parlamento).
L'Italia è una repubblica parlamentare (quindi a democrazia indiretta) che usa come unici strumenti di democrazia diretta il referendum, l'iniziativa popolare e la petizione popolare. Strumenti di democrazia diretta sono il referendum abrogativo e il referendum propositivo, che possono essere indetti da Parlamento e Governo o direttamente dai cittadini, tramite le petizioni di firme. La Costituzione disciplina le materie che devono obbligatoriamente essere sottoposte al voto popolare.
Fra queste: qualsiasi modifica alla Costituzione e l'introduzione di codici di leggi come quello civile e penale.
Per completezza riportiamo alcune citazioni:
"La democrazia è il governo del popolo, dal popolo, per il popolo. (Abramo Lincoln)”
“La democrazia è il più grande tentativo di organizzare una società per mezzo di procedure non violente. (Norberto Bobbio)”
“La democrazia è sempre, per sua natura e costituzione, il trionfo della mediocrità. (Indro Montanelli)"
Democrazia: non si contano le pagine scritte sull’argomento, ma non intendiamo addentrarci in un dibattito ideologico o filosofico.
Quanto riportato sopra è citato per dare spunto a quanto già da millenni si sentiva come necessità di organizzazione sociale.
Malgrado ciò la storia dei popoli è costellata di guerre di ogni tipo, persino per motivi religiosi e, senza scomodare indagine storiche, gli obiettivi comuni erano solo il potere di pochi per soggiogare e sfruttare i molti: il Popolo.
Si ebbero cicli di sistematiche guerre, periodi bui che durarono secoli, ma nonostante tutto l’ingegno umano avanzava, così pure la scoperta e colonizzazioni di parte del mondo ancora inesplorata.
Avanzavano nuove democrazie cui si popolavano dei flussi migratori di altri paesi in crisi a causa di guerre che a distanza di pochi decenni si combattevano.
Nonostante ciò fu un periodo fecondo per la scienza.Infatti, la scoperta della bomba atomica mise fine ai conflitti come la seconda grande guerra, ma aprì un nuovo fronte di corse agli armamenti nucleari che Russia e America si contendevano, accumulando ingenti quantità di ordigni da ambo le parti.
Sono passati decenni per arrivare al disarmo di questo pericolo incombente nel mondo.
“Pericolo ancora in atto in quanto l’enorme ammontare di questi ordigni, disinnescati in base ai trattati, sono ammassati in depositi segreti a cura dei rispettivi governi. Ora, se per motivi indipendenti dalla volontà dei custodi, ma per cause accidentali dovute a movimenti tellurici o altro, si dovesse innescare una reazione atomica in uno di questi depositi, la potenza esplosiva sarebbe sufficiente a spaccare in due il pianeta Terra”.
Fine dei giochi. Quindi, dov’è il Popolo Sovrano?
Quanto sopra non è per tracciare la storia del mondo, ma introdurre la definizione della “Democrazia” che altro non è, oggi, che una forma di dittatura allargata a cinquecento, seicento persone che compongono il parlamento.
È vero che sono nominati dal voto popolare, ma proposti dai partiti, e una volta scelti costoro hanno il solo compito di rispettare le direttive del loro partito, e qualche volta la costituzione, che tra l’altro, in alcuni casi viene modificata e adattata alle rispettive loro esigenze.
Dopo essere eletti il popolo non può più niente e deve solo subire quanto gli viene somministrato.
Però si viene informati attraverso la stampa e i media, cui quasi tutti hanno i propri referenti, le notizie vengono filtrate attraverso precise direttive, quando ciò non accade è l’opinione dell’autore che si esprime in base alle proprie convinzioni, condivisibile per alcuni, ma mai la verità nuda e cruda.
Quindi il popolo viene guidato e orientato ai loro fini.
Va aggiunto che pensatori come Albert Einstein, Bertrand Russell e altri ipotizzavano un governo mondiale, ai fini della pace.
Altri auspicavano di utilizzare le nuove tecnologie per avere il consenso su ogni decisione importante, chiamando il popolo ad esprimersi.
Condivisibile, ma scarsamente realizzabile.
Sul primo punto: tutti assistiamo a quanto è difficile integrare e far convivere Nazioni, che pur accumunate dagli stessi obiettivi, sono in continua discussione su tutto. (vedi l’Unione Europea)
Sul secondo caso, a parte la complessità, c’è una ragione di competenza e conoscenza.
Come fa l’operaio o il chirurgo ad esprimersi con cognizione di causa in materia di politica estera o di politica economica internazionale? Con il buon senso certamente, ma non con le conoscenze che i casi richiedono.
Ma poi, ammesso che ciò sia possibile, il responso sarebbe determinato dalla maggioranza dei votanti.
È questo e il vero punto del nostro dibattito. Maggioranza, minoranza.
In ogni assemblea, posto un quesito, si vota, per la validità, a maggioranza numerica, solitamente il 50% più 1 determina la scelta votata.
Ci sono alcuni regolamenti dove il numero maggioritario è superiore, ma il modello più in uso è 50 più 1.
Sistema sicuramente imperfetto che lascia una congrua minoranza a subire le scelte della poca maggioranza.
Tuttavia non si conosce un altro sistema utile ad accontentare tutti, in quanto impossibile ottenere il quorum totale, quindi, per quanto imperfetto, è l’unico mezzo per determinare delle scelte legate al voto pubblico o privato che sia.
L’imperfezione è dovuta non tanto al metodo adottato, ma alla “differenziazione” dei pareri secondo: la cultura, l’ideologia, l’educazione, la razza, la religione e comunque l’opinione dei votanti che, inevitabilmente, sono espresse dalle varie differenze che determinano l’espressione della consultazione.
Ovvio che resta il gruppo minoritario degli scontenti che deve accettare e subire la decisione.
Ciò è l’applicazione della Democrazia rappresentativa così come oggi viene espressa dalla maggioranza delle democrazie nel mondo.
Con l’attuale dimensione di vastità di popolo è impensabile adottare una Democrazia diretta, basata sulla discussione in piazza.
Quindi, la Democrazia rappresentativa è la sola che risponde nelle molteplici Costituzioni democratiche che reggono i Governi parlamentari. Tuttavia, anche nelle migliori intenzioni, l’espressione della maggioranza e minoranza genera inadeguatezze nelle valutazioni che discrimina la minoranza e, nel caso di provvedimenti legislativi, gravitano nella gente generando consenso in alcuni e insoddisfazioni e malcontento in altri.
Come ovviare?
Ciò premesso è come trovare il modo o il filo conduttore che dia voce al popolo e consente di esprimere dei dirigenti che siano guidati dai reali bisogni che i cittadini richiedono, cittadini intesi come Nazione nella propria globalità. Rispettando i fondamenti costituzionali.
Prima di addentrarci nell’argomento è utile fare alcune considerazioni: nel nostro Paese i principali attori della politica sono negli ultimi trent’anni sempre gli stessi, i quali esprimono sempre le stesse cose con il risultato che l’Italia impoverisce e la gente è sempre più delusa e disgustata dal sistema allontanandosi, quasi rassegnata, alla partecipazione della cosa pubblica.
Così accade anche in Europa, il calo dei partecipanti al voto è consistente. Non parliamo degli Stati Uniti che solo una esigua minoranza vanno al voto.
Questo, probabilmente è dovuto alla conduzione di una politica mediatica che suggestiona i più deboli che si lasciano convincere di argomenti che non saranno mai messi in campo ed è il metodo che negli ultimi anni si sta manifestando, anche da noi.
Le conseguenze sono palesi a tutti.
Il fatto più grave è che giornali e media sono, ormai, assoggettati ai gruppi di potere che vogliono e insistono a tenere sotto il loro controllo ogni cosa, scaricando, poi le loro azioni disastrose sul cittadino che subisce il danno con il proprio impoverimento, tasse esose, mancanza di lavoro, minaccia alla propria salute, ma soprattutto il rispetto alla persona umana che viene considerata come merce. Una forma di nuova schiavitù.
Ciò è quanto osserviamo dagli anni ’80 ad oggi.
È evidente che la società che vive in continua trasformazione, impone, sia per il progresso tecnologico sia per le nuove sfide, dovute all’immigrazione e aumento degli abitanti della terra, un radicale cambiamento non solo politico, ma soprattutto sociale.
Per rispondere adeguatamente e con prontezza agli adattamenti necessari servono: Amministratori più preparati e adeguati al nuovo corso che richiede una innovativa e più onesta visione gestionale.
Da parte dei cittadini più presenza e partecipazione.
Sulla base di tutte queste considerazioni i Fondatori con il loro “Progetto Vita” si pongono come obiettivo di stimolare in ognuno il desiderio di partecipazione e dar vita ad una Democrazia Diretta, più qualificativa, più rispondente alle necessità di sviluppo e miglioramento di tutte le classi sociali.
Apportando Loro stessi le proprie conoscenze a testimonianza concreta dell’impegno sociale che li anima e attraverso le loro strutture associative offrono il mezzo per iniziare un percorso innovativo per una spontanea partecipazione di massa che possa consentire ad ognuno d’esprimersi nel proprio contesto sociale.
Per una migliore comprensione ci avvarremo di esempi reali.
Abbiamo citato la Democrazia rappresentativa com’è intesa oggi.
I Partiti scelgono essi i loro candidati e gli elettori sono chiamati a votarli.
Dunque sono persone imposte non scelte dal popolo, il popolo si deve limitare a votare le persone designate, primo punto squalificante.
A seguito della votazione sarà espressa la coalizione che governerà e una minoranza all’opposizione.
Quindi la maggioranza potrà fare come vuole e la minoranza potrà strillare il proprio dissenso.
Secondo punto squalificante ancor più grave, poiché coloro che hanno votato quella minoranza in effetti sono come discriminati.
Questa è l’attuale Democrazia.
La nostra struttura associativa si avvale di Comitati e Delegazioni di spontanea partecipazione popolare, più avanti spiegheremo più in dettaglio le finalità.
Nei Comitati sono iscritti i Cittadini - coloro che devono rappresentare la classe dirigente - e tra questi c’è chi autonomamente a scelto di partecipare nelle liste del Partito Progetto Italia.
Nelle Delegazioni vi saranno le liste di chi si sarà Candidato, i Cittadini iscritti possono scegliere nelle liste chi maggiormente gli dà fiducia; si formerà una graduatoria utile a stabilire il grado di consenso di ognuno prima delle votazioni effettive.
A regime il Cittadino ha il tempo di una legislatura per avere nozioni sui Candidati, costoro possono avvalersi dalle necessità dei territori, monitorati dalle Delegazioni, e avere la mappa certa di come affrontare un programma di Governo, oltre al programma sociale ben delineato del nostro Partito a cui attenersi.
Quindi una persona prescelta dal Popolo Sovrano e non imposta. Primo punto qualificativo.
Successivamente alla consultazione elettorale il Candidato avrà voti certi dai suoi elettori e in caso di maggioranza e di conseguente governo la minoranza non sarà trascurata, ma sarà chiamata a contribuire al programma espresso. Secondo punto qualificativo.
Sulla base dei dettami costituzionali il Popolo è Sovrano.
Dunque è giusto che il Popolo scelga, in assoluta autonomia e liberamente, Colei o Colui che dà affidabilità e fiducia, non deve votare chi è reclamizzato dai mass media, tanto meno caste di potere ad oltranza.
Progetto Vita prende corpo nel 2010 e si perfeziona nel 2011 con l’Associazione Italiana ed il Partito Progetto Italia.
È il Progetto per una vita migliore in tutti i suoi ambiti.
Nel concepirlo i Fondatori si sono posti alcuni quesiti: l’annuncio sommario, i programmi operativi da mettere in campo e il concreto apporto alle molteplici necessità.
Tutto ciò subordinato alla sana e concreta, nonché spontanea, partecipazione della società a cui si rivolgono.
Perché spontanea?
Per il semplice motivo che desiderano una vera partecipazione non condizionata da messaggi promozionali che avrebbero l’effimero entusiasmo senza produrre la pluralità di consenso che la Democrazia di qualità che propongono richiede.
In questa fase descriviamo un modello che richiede un piccolo sforzo di voi tutti per avviarlo, noi possiamo essere di guida. Superata questa fase attueremo in modo concreto le varie fasi di realizzazione.
In contro tendenza, non dovendo aggrapparsi a retaggi culturali e non dovendo mimetizzare secondi fini a vantaggio di pochi, si può esprimere un’azione libera, trasparente e proiettata ad un futuro che impone regole sociali fino ad oggi trascurate o completamente ignorate.
I Fondatori non si candidano, ma saranno vigili e presenti, pronti a intervenire su chiunque pensi di fare i propri comodi, ma anche a premiare chi s’impegna al bene comune.
L’obiettivo è di dare all’Italia una Classe Dirigente di altissimo livello, per competenza ed onestà. Vincente e rispettata nel mondo.
Ora vi chiederete: chi sono questi Fondatori?
Presto detto, persone che vivono una vita normale, senza particolari velleità e che hanno dedicato decenni della loro vita a studi non convenzionali, con l’obiettivo di destinare i risultati al bene dell’Umanità.
Non sono alla ricerca di notorietà hanno fondato le Associazioni e il Partito per dare avvio ad un risanamento che ha causa di enormi speculazioni operati da gruppi senza scrupoli hanno portato il mondo nello stato di disagio in cui si trova.
L’Italia è pesantemente colpita dalla crisi in atto.
Concludiamo precisando alcuni punti importanti:
Siamo tutti d’accordo di essere Governati e Amministrati da una Classe Dirigente di alto livello, onesta e capace al ruolo che svolgerà. Progetto Vita ha istituito i Comitati di Categoria attraverso i quali poter esprimere questa necessaria Classe Dirigente.
È impensabile poter esprimere un Governo con persone raccolte a caso.

Chiunque si può iscrivere nell’Associazione Progetto Vita, i dati richiesti sono quelli in uso in tutte le associazioni.
Il nostro iscritto può chiedere di aderire in un Comitato di Categoria, è nel suo diritto. Deve dare prova di capacità in base alla categoria la Lui scelta, se laureato o no, un curriculum, il certificato dei carichi pendenti e sottoscrivere l’impegno di esercitare il suo mandato solo ai fini del Bene Comune in mancanza di ciò si rende automaticamente dimesso da ogni incarico e allontanato dall’Associazione. Può anche aderire volontariamente nelle liste di Progetto Italia per concorrere ad una consultazione elettorale.
Non è Progetto Vita che pretende questo, ma gli iscritti che saranno chiamati a scegliere vorranno avere la certezza di un Candidato onesto e capace di cui fidarsi. Proponiamo una Classe Dirigente di altissimo livello, non possiamo fare diversamente; tra l’altro se ne giova anche l’interessato, è una ulteriore certificazione del suo valore e moralità.
Abbiamo detto Agorà (la piazza) dove anticamente si svolgeva il dibattito pubblico.
Progetto Vita con le proprie Delegazioni Territoriali riporta agli albori la “piazza”, il concetto della democrazia diretta.
Per assumere un ruolo nell’Associazione bisogna essere iscritto, contemporaneamente o in un momento successivo si può richiedere un ruolo, abbiamo visto il Comitato, ora esaminiamo chi vorrà essere il responsabile di una Delegazione Territoriale.
L’iscritto richiedente dovrà certificare di non avere pendenze giudiziarie e descrivere le sue reali capacità e agire per il Bene Comune.
Essendo del posto sarà conosciuto dai Cittadini del territorio, il raggio d’azione sarà circoscritto in quella zona.
Tra i Comitati e le Delegazioni c’è un continuo rapporto di scambio informativo o di pratico intervento. In ogni zona ci sarà un componente o più di un Comitato.
Gli Iscritti sono chiamati a scegliere, preventivamente e poi dopo, chi eleggere e poi votare.
Tutto questo si svolge in modo diretto tra i cittadini iscritti, attraverso i Comitati e le Delegazioni, tante piccole piazze per la nostra Democrazia Diretta.
Questa esposizione si è resa necessaria per far capire la differenza del nostro modello sociale con le equivalenti strutture e come sia possibile attuare un reale cambiamento in modo pacifico e silenzioso con il notevole vantaggio che in corso d’opera possono nascere opportunità di lavoro al momento impensabili.
Un’ultima riflessione: in caso di calamità naturali o disastri colposi, tanta gente si mobilità in soccorso, veri atti di altruismo che ci rende orgogliosi.
Molti di questi casi, a pensarci bene, sono dovuti al malaffare e cattiva gestione.
Non sarà il caso di adoperarci prima che ciò accada? Riflettiamo.

I Marchi di Progetto Vita

" È il logo dell’Associazione Internazionale Progetto Vita.
Unica proprietaria del e dei marchi presentati. Il Marchio è un identificativo di tutto ciò che riguarda l’Associazione, affiliati, associati e aziende che hanno aderito al progetto. Gli affiliati esteri, che vorranno aderire al progetto sociale, avranno in comune il logo che darà l’identità al progetto. Le Delegazioni e i Comitati esporranno il marchio come identificativo."
Progetto Vita L'Associazione
"Il logo dell’Associazione Progetto Italia “Democrazia Diretta” si compone di tre foglie che simboleggiano la bandiera italiana del marchio dell’Associazione Internazionale Progetto Vita, dei relativi nomi, inscritti in un cerchio a fondo azzurro. Sarà esposto nelle Delegazioni e nei Comitati che nel loro interno avranno iscritti aderenti nelle liste del Partito. Ciò sta ad indicare che i prescelti erano inserite nei Comitati e saranno scelti nelle Delegazioni. "
Progetto Italia Il Partito

UN NUOVO RINASCIMENTO

Un Nuovo Rinascimento per l'Italia è il modello sociale che proponiamo. Rinnovare una Nuova Classe Dirigente, onesta e capace. A tal fine noi proponiamo un nostro partito, tuttavia se negli attuali partiti vi fosse chi è disposto ad accogliere il mostro modello, integralmente.
Il Partito potrebbe essere affiliato all'Associazione. I Fondatori non si cadidano, quindi, non vi sono mire politiche.
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